{"id":5352,"date":"2026-02-03T12:55:49","date_gmt":"2026-02-03T11:55:49","guid":{"rendered":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/?p=5352"},"modified":"2026-02-03T12:55:50","modified_gmt":"2026-02-03T11:55:50","slug":"tra-ascolto-e-presenza-la-relazione-con-i-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2026\/02\/03\/tra-ascolto-e-presenza-la-relazione-con-i-figli\/","title":{"rendered":"Tra ascolto e presenza: la relazione con i figli"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il punto di vista della pedagogista<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa significa essere in relazione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Significa, prima di tutto, potersi sentire liberi di essere s\u00e9 stessi. Vuol dire poter esprimere ci\u00f2 che si prova e ci\u00f2 che si \u00e8, sentendosi ascoltati e riconosciuti dall\u2019altro. Allo stesso tempo, significa anche riuscire ad essere per chi ci sta accanto una presenza che rassicura, che conferma, che sostiene.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono pochi elementi, apparentemente semplici, ma fondamentali: ascolto, presenza, attenzione reciproca. \u00c8 da qui che nasce una relazione capace di aprire alla comprensione e alla disponibilit\u00e0 verso l\u2019altro. Prendersi cura non \u00e8 tanto \u201cfare bene il proprio dovere\u201d, quanto <strong>esserci davvero<\/strong><strong>,<\/strong> con interesse e apertura, verso se stessi e verso l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ma cosa ci chiedono, in fondo, i nostri figli?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ci chiedono proprio questo: la nostra presenza sensibile. Un esserci che sia utile alla loro crescita, che li aiuti a sentirsi visti, accolti e accompagnati nel loro sviluppo emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte per\u00f2 educare diventa faticoso. Quando siamo stanchi, sotto pressione o sovraccarichi, pu\u00f2 capitare di andare \u201cin automatico\u201d: reagiamo pi\u00f9 che scegliere, ripetiamo schemi gi\u00e0 noti perch\u00e9 non abbiamo altre risorse disponibili. \u00c8 in questi momenti che il legame rischia di perdere vitalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stress, soprattutto se dura a lungo, ci fa perdere il contatto con noi stessi e con l\u2019altro. Diventa pi\u00f9 difficile sintonizzarci emotivamente, fermarci a pensare, trovare strade diverse. Possono emergere sfiducia e senso di impotenza, fino a farci sentire bloccati, come se nulla potesse davvero cambiare. Quando accade questo, la relazione sembra mancare di \u201caria\u201d: la reciprocit\u00e0 si indebolisce e il nostro esserci perde forza.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora viene una domanda importante: <strong>quanto di questo dipende anche da noi, dal modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi e della relazione, in prima persona?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Allenare lo sguardo a dare senso a ci\u00f2 che i nostri figli comunicano non \u00e8 impresa facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa non fermarci alla prima impressione, al primo livello di comprensione, che talvolta ci allontana dalla situazione o ci fa sentire in situazioni senza via di uscita. In questi casi la capacit\u00e0 di sintonizzazione al linguaggio emotivo dell\u2019altro diventa possibile imparando ad ascoltarci prima ancora di reagire istintivamente a ci\u00f2 che ci disturba.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ma da dove cominciare?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Spesso, anche senza riconoscerlo, in casa pu\u00f2 regnare tanta solitudine o distanza emotiva e la comunicazione familiare nel corso degli anni si ritrova ad essere limitata al \u201csapere gi\u00e0 cosa aspettarsi da uno e dall\u2019altro\u201d.&nbsp; Manca di curiosit\u00e0, speranza, senso di coesione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno di noi \u00e8 un essere relazionale e porta in s\u00e9 tali capacit\u00e0 anche se spente ed inattive, spesso disilluse.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019accompagnare i genitori in consulenza educativa negli <em>Spazi di pensiero e parola, <\/em>offro loro stimoli per allenarli ad osservarsi con curiosit\u00e0 ed acquisire maggiore senso di coesione e calma interna. Questo rende loro possibile approdare progressivamente ad una capacit\u00e0 di comunicazione rinnovata, sostenuta da coraggio e fiducia. La comunicazione stessa pu\u00f2 aprirsi al confronto che si rivela sempre generativo, non tanto nell\u2019immediato, ma soprattutto a distanza di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Pedagogista, specialista in percorsi di sostegno alla funzione educativa genitoriale mi ritrovo a lavorare con persone che sono pozzi di creativa capacit\u00e0 relazionale che richiede soltanto di essere rivisitata. Nel lavoro coi genitori, le risposte emergono da loro stessi una volta che si sentano confermati nel loro sentire, qualunque esso sia. Anche io, conduttore, accompagnatore, sono in relazione a loro ed in questo percorso <strong>i genitori si ritrovano passo passo pi\u00f9 saldi e rinforzati nelle loro esperienze quotidiane di vita educativa<\/strong>. Sono con loro un ricercatore di lucine buone che, una dopo l\u2019altra, possono riaccendersi ed indicarci il cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ogni informazione, contattare telefonicamente il Centro della Famiglia al numero 0422 582367 oppure inviare una e-mail a <a href=\"mailto:segreteria@consultoriotreviso.org\">segreteria@consultoriotreviso.org<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Anna Giardi<br>Pedagogista del Consultorio Familiare Treviso<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.consultoriotreviso.org\">www.consultoriotreviso.org<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/ConsultorioFamiliareTreviso\">www.facebook.com\/ConsultorioFamiliareTreviso<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il punto di vista della pedagogista Cosa significa essere in relazione? Significa, prima di tutto, potersi sentire liberi di essere s\u00e9 stessi. 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