{"id":2556,"date":"2023-02-08T15:23:14","date_gmt":"2023-02-08T14:23:14","guid":{"rendered":"http:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/?p=2556"},"modified":"2023-02-08T15:23:15","modified_gmt":"2023-02-08T14:23:15","slug":"giochiamo-con-le-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2023\/02\/08\/giochiamo-con-le-parole\/","title":{"rendered":"Giochiamo con le parole"},"content":{"rendered":"\n<p>Una delle priorit\u00e0 dell\u2019apprendimento attuale \u00e8 ampliare il vocabolario del bambino sin dalla prima infanzia. Perch\u00e9? C\u2019\u00e8 un forte analfabetismo di ritorno: le nuove generazioni non comprendono pi\u00f9 il significato di ci\u00f2 che leggono ad esempio sul foglietto illustrativo di un farmaco\u2026 e soprattutto non leggono affatto. Ci si ferma a guardare le figure, video, brevi filmati TikTok sui Social, ma non si sa spiegare quanto appena visto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro cervello possiede la capacit\u00e0 di espandersi soltanto se stimolato dall\u2019ambiente esterno. La nostra mente \u00e8 paragonabile ad un libro le cui pagine sono vuote: sta a noi riempirle di contenuti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/pensiero-parola.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2558\" width=\"464\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/pensiero-parola.jpg 675w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/pensiero-parola-204x300.jpg 204w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/pensiero-parola-286x420.jpg 286w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I contenuti della mente sono idee e pensieri che si formano in concomitanza dello sviluppo linguistico. In altre parole non possiamo pensare ad alcun concetto\/idea senza associarlo alla parola corrispondente. Ne consegue che, durante le interazioni, maggiore sar\u00e0 il nostro vocabolario quotidiano, maggiore sar\u00e0 la quantit\u00e0 di pensieri espressi e rielaborati in quella giornata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Viceversa meno lessico conosciamo, meno idee abbiamo nella mente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ATTIVITA\u2019 per prendere consapevolezza di questo legame indissolubile tra pensieri e parole.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si invitano i bambini, seduti in cerchio, a chiudere gli occhi per pensare ad una situazione, oggetto, persona che viene loro in mente; si pu\u00f2 chiedere: \u201cPensate a qualsiasi cosa vogliate per un minuto\u201d. &nbsp;&nbsp;Successivamente si chieder\u00e0 loro il pensiero fatto. Dopo ogni risposta si chieder\u00e0 ad un compagno se nella propria mente si \u00e8 formata l\u2019immagine della parola appena detta, si inviter\u00e0 a riflettere perch\u00e9 si \u00e8 riusciti a capire i pensieri degli altri. La risposta \u00e8 che le parole rappresentano l\u2019etichetta senza la quale \u00e8 impossibile pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>La prova sar\u00e0 la parola NIENTE (qualcuno dir\u00e0 di non aver pensato a niente) \u00e8 un concetto\/idea che tutti possiamo avere anche se non \u00e8 un oggetto o qualcosa di particolare. Ma tutti abbiamo l\u2019idea di \u201cvuoto\u201d perch\u00e9 si chiama \u201cniente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I punti di vista sulla realt\u00e0 si espandono solo condividendoli con gli altri, attraverso la comunicazione verbale. Una mente aperta e flessibile \u00e8 proprio quella che prende in considerazione i discorsi altrui attraverso uno scambio bidirezionale di idee. Il monologo non ha la stessa efficacia del DIA-LOGOS (discorso tra due persone). In aula tuttavia si prediligono purtroppo i monologhi dell\u2019insegnante, anche se la lezione prevede alcuni momenti nei quali \u00e8 concesso agli alunni di conversare tra loro e con il docente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe opportuno partire sempre dalle teorie ingenue dei bambini raggruppate sulla LIM in un brainstorming (tempesta di cervelli). Dopo aver visualizzato le loro parole\/idee sull\u2019argomento, si potr\u00e0 iniziare la lezione spiegando i concetti emersi, che hanno suscitato interesse, essendo parte dei loro vissuti. In questo modo si potranno inserire le nuove parole in un \u201ccassetto\u201d gi\u00e0 aperto dagli stessi alunni. Il loro significato verr\u00e0 memorizzato pi\u00f9 facilmente in quanto ritenuto utile e diventer\u00e0 parte anche del loro contesto familiare e delle loro interazioni ludiche. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come affermato dal celebre pedagogista americano John Dewey, padre dell\u2019Attivismo, bisogna incentrare l\u2019apprendimento \u201csull\u2019interesse presente e attuale\u201d del bambino. Cosa interessa ai bambini? Giocare! Ecco alcuni spunti per giocare con le parole, per avere una mente ricca di idee, capace di \u201ccomprendere\u201d la realt\u00e0 circostante, orientarsi e risolvere problemi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Attivit\u00e0 ludiche in aula e strumenti didattici:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li><strong>La password<\/strong> Parole chiave nuove per entrare in aula ogni mattina, simulando una dogana, un passaggio a livello. Possono essere proposte a turno dagli altri compagni, non soltanto dall\u2019insegnante.<\/li><li><strong>La rubrica <\/strong>Un quaderno da tenere sempre in zaino sul quale aggiungere le parole imparate o sentite ogni giorno. Rinforzi positivi a chi le ricorda nei giorni successivi. Ogni tanto si fa una gara di memoria sulla rubrica.<\/li><li><strong>Inventiamo una storia <\/strong>Con le parole nuovesi possono far scrivere brevi storie anche in gruppo. Si pu\u00f2 far pescare alcuni cartellini con parole nuove da inserire nel proprio racconto.<\/li><li><strong>GIOCHI DI SQUADRA Telefono senza fili; impiccato ecc\u2026<\/strong><\/li><li><strong>GIOCO DA TAVOLO: la tombola delle parole (BINGO)<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>Associazioni di PAROLE con le loro definizioni:<\/strong> queste parole, gi\u00e0 memorizzate nelle lezioni precedenti, possono essere predisposte dal docente in vari fogli\/cartelle diversificate per ogni singolo alunno (un massimo di 6\/7 parole per ciascuna cartella, al posto dei classici numeri della tombola). Vince chi completa la propria cartella e sa dire i significati delle parole contenute. In pratica l\u2019insegnante dir\u00e0 ad alta voce la definizione e i bambini dovranno capire se corrisponde a qualche parola presente nella loro cartella della tombola.<\/p>\n\n\n\n<p>Una variante si pu\u00f2 realizzare per far muovere a turno i bambini in aula (ad esempio per favorire i soggetti con ADHD che non riescono a stare seduti a lungo e si distraggono facilmente).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Si preparano dei cartelloni con le definizioni da imparare, e la parola corrispondente. Si potranno incollare sulle pareti dell\u2019aula (con la Colla removibile) poi l\u2019insegnante pesca la parola chiede ad un alunno di andare ad appenderla vicino alla sua definizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Prof.ssa Silvestri Isabella<br>Docente di tecniche di comunicazione<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/02\/pensiero-parola-bn.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCHEDA &#8220;DIDATTICA VISIVA&#8221; DA COLORARE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle priorit\u00e0 dell\u2019apprendimento attuale \u00e8 ampliare il vocabolario del bambino sin dalla prima infanzia. Perch\u00e9? C\u2019\u00e8 un forte analfabetismo di ritorno: le nuove generazioni non comprendono pi\u00f9 il significato di ci\u00f2 che leggono ad esempio sul foglietto illustrativo di un farmaco\u2026 e soprattutto non leggono affatto. 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