{"id":2258,"date":"2022-05-24T19:59:56","date_gmt":"2022-05-24T17:59:56","guid":{"rendered":"http:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/?p=2258"},"modified":"2022-05-24T19:59:57","modified_gmt":"2022-05-24T17:59:57","slug":"la-giustizia-riparativa-nelle-scuole-dellinfanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2022\/05\/24\/la-giustizia-riparativa-nelle-scuole-dellinfanzia\/","title":{"rendered":"La giustizia riparativa nelle scuole dell&#8217;infanzia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Una proposta operativa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/giustizia-riparativa-disegno-Silvestri.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2259\" width=\"575\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/giustizia-riparativa-disegno-Silvestri.jpg 717w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/giustizia-riparativa-disegno-Silvestri-253x300.jpg 253w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/giustizia-riparativa-disegno-Silvestri-696x825.jpg 696w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/giustizia-riparativa-disegno-Silvestri-354x420.jpg 354w\" sizes=\"(max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E\u2019 il momento del <strong><em>circle time<\/em><\/strong>: tutti i bimbi seduti in cerchio, si pone all\u2019attenzione del gruppo un fatto accaduto stamattina. Giulia ha risposto con un forte pizzicotto alla provocazione di Carla, la quale piangendo dal dolore, si \u00e8 rivolta alla maestra chiedendo giustizia. Ma \u00e8 proprio vero che Giulia sia l\u2019unico aggressore e debba essere punita o isolata dal gruppo, mentre Carla \u00e8 soltanto una vittima, ma soprattutto \u00e8 giusto che voglia vedere soffrire a sua volta Giulia, \u00e8 vero che dopo star\u00e0 meglio?<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni giorno ci troviamo di fronte a casi simili e sarebbe pi\u00f9 semplice ma anche banale elargire punizioni senza riconoscere il punto di vista delle due parti. Per la soluzione del conflitto \u00e8 innanzitutto essenziale cambiare la prospettiva dal concetto di \u201ccolpa\u201d al <strong>concetto di \u201ccura\u201d<\/strong> che si ricollega alla responsabilit\u00e0 del soggetto. Infatti nel momento in cui si colpevolizza, si sta giudicando e quando si esprimono giudizi di condanna, si attribuisce un\u2019etichetta negativa (STIGMA) quasi irreversibile agli occhi dei compagni, ma soprattutto si provoca una distorsione dell&#8217;immagine di s\u00e9 e un danno all\u2019autostima. Questo marchio \u00e8 come un tatuaggio indelebile per Giulia, perch\u00e8 sottolinea il suo essere &#8220;sbagliata&#8221;, non tanto la sua inadeguatezza al contesto. In realt\u00e0 \u00e8 la sua azione circoscritta di quel preciso momento ad essere sbagliata, a causa di eventi antecedenti scatenanti (\u00e8 stata offesa\/provocata).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&#8220;La persona non \u00e8 la sua colpa&#8221; <\/em><\/strong>viene sottolineato durante il convegno dell&#8217;associazione <em>Nessuno tocchi Caino, (28\/04\/22) <\/em>questo il messaggio che sarebbe ideale respirare fin dalla prima infanzia. L&#8217;essere umano possiede molte sfaccettature, emozioni, potenzialit\u00e0 pu\u00f2 incorrere nel fallimento e nell&#8217;errore ma non coincide col suo errore. Da qui il riscatto sociale e la giustizia riparativa.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;urgenza diventa quella di aiutare la vittima a superare il rancore per andare oltre la volont\u00e0 di vendetta, ogni volta che subisce un torto: come fare se tutti vogliamo giustizia attraverso un capro espiatorio da condannare?<\/p>\n\n\n\n<p>La chiave di questo cambiamento di mentalit\u00e0 sociale, oltre all\u2019imitazione di esempi familiari positivi, \u00e8 proprio quel <em>circle time<\/em> nelle scuole, quel dialogo dei bambini\/ragazzi futuri adulti con il mediatore di conflitti (in questo caso l&#8217;insegnante) che conduce il colloquio facendo emergere i diversi punti di vista.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 \u00e8 messa di fronte al fatto ingiusto e passo dopo passo chiarisce le motivazioni delle due bambine nel caso specifico. Il primo step \u00e8 prendere consapevolezza che chiunque provochi il dolore altrui con premeditata volont\u00e0 di fare un danno, chieda scusa e manifesti reale pentimento facendolo immedesimare nella vittima. Educare alla capacit\u00e0 empatica \u00e8 condizione indispensabile per realizzare un atto di giustizia incentrata sulla responsabilit\u00e0 (che significa proprio \u201crispondere delle mie azioni\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>La vittima, che comunque \u00e8 parte integrante di questa relazione conflittuale, sar\u00e0 portata a comprendere di aver contribuito a mettere in atto uno scambio disfunzionale con la compagna, offesa verbalmente. Anche le parole possono essere armi pericolose alla pari di azioni aggressive come calci, pizzicotti e schiaffi. E\u2019possibile rendere riconoscibili queste parole \u201cfreccia\u201d associandole ad un\u2019emozione negativa che esse provocano: disagio, tristezza, offesa, inadeguatezza, senso di abbandono, fino ad arrivare alla rabbia provata da Giulia che sfocia nell\u2019aggressione di Carla. Nei bambini pi\u00f9 piccoli si possono visualizzare questi sentimenti negativi, anche complessi, associandoli a <strong>cartellini con immagini<\/strong>, oppure <strong>oggetti <\/strong>che li richiamano, tra i quali i bimbi possono scegliere quelli che descrivono meglio come si sono sentiti e con quale intensit\u00e0. Ad esempio il fuoco oppure un fulmine (immagine piccola, media, grande) richiamer\u00e0 il bruciore della ferita fisica ma anche interiore, nel caso di parole, frasi offensive. Molto utile anche l\u2019associazione con gli eventi atmosferici: tristezza=pioggia\/temporale; freddo. Quando le due bambine avranno scelto i loro cartellini, tutti gli altri compagni potranno avere un riferimento pi\u00f9 oggettivo per valutare l\u2019accaduto e sottolineare che anche Carla dovr\u00e0 scusarsi per aver ferito Giulia.<\/p>\n\n\n\n<p>In un secondo momento, nel salone, le due giocheranno di nuovo senza rancore perch\u00e9, per fortuna, nei bambini la \u201c<strong>nostalgia della relazione<\/strong>\u201d \u00e8 pi\u00f9 forte dell\u2019istinto di ferire e colpire\u2026 anche perch\u00e9 in realt\u00e0 quest\u2019ultimo non \u00e8 innato ma appreso per imitazione da adulti, fratelli maggiori e modelli televisivi\/digitali altamente diseducativi. Albert Bandura, noto psicologo dell\u2019apprendimento sociale, ce lo dimostra molto bene col suo esperimento delle Bobo Dolls: i bambini imparano modalit\u00e0 di gioco distruttive, mai eseguite fino a quel momento, dopo la visione di scene violente di un adulto che compie quelle precise azioni (ovvero percosse ad una bambola gonfiabile).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La complessit\u00e0 della tematica non vuole assolutamente essere esaustiva attraverso questa proposta, ma rappresenta un piccolo contributo a livello scolastico in linea con una nuova prospettiva etica e giuridica promossa dall&#8217;associazione sopracitata e anche dall\u2019associazione <strong>&#8220;La voce&#8221;<\/strong> <strong><em>per la mediazione dei conflitti<\/em><\/strong>. (Nasce nel 2008 con l\u2019obbiettivo di contribuire al processo di umanizzazione della societ\u00e0, a partire dalla piccola realt\u00e0 territoriale, attraverso lo strumento della mediazione umanistica per diffondere la cultura della pace).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Proff. Isabella Silvestri e Marignani avv. Enrico<br>Soci dell\u2019Associazione Nessuno tocchi Caino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una proposta operativa E\u2019 il momento del circle time: tutti i bimbi seduti in cerchio, si pone all\u2019attenzione del gruppo un fatto accaduto stamattina. Giulia ha risposto con un forte pizzicotto alla provocazione di Carla, la quale piangendo dal dolore, si \u00e8 rivolta alla maestra chiedendo giustizia. 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