{"id":1625,"date":"2020-12-20T16:27:53","date_gmt":"2020-12-20T15:27:53","guid":{"rendered":"http:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/?p=1625"},"modified":"2020-12-20T16:27:54","modified_gmt":"2020-12-20T15:27:54","slug":"quando-il-gioco-si-fa-serio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2020\/12\/20\/quando-il-gioco-si-fa-serio\/","title":{"rendered":"Quando il gioco si fa serio"},"content":{"rendered":"\n<p>Perch\u00e9 i bambini devono giocare?<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, perch\u00e9 le attivit\u00e0 ludiche rappresentano una tappa fondamentale lungo l\u2019intero arco di vita dell\u2019uomo, tanto nei bambini quanto negli adulti. Sosteneva Platone che \u201cSi pu\u00f2 scoprire di pi\u00f9 su una persona in un\u2019ora di gioco che in un anno di conversazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi perch\u00e9 il gioco rappresenta un aspetto che concorre allo sviluppo sia dei bambini che dei giovani sotto molteplici aspetti: da quello sociale, a quello fisico, cognitivo ed emotivo; diversi studi hanno dimostrato infatti i benefici del gioco nella vita del bambino a livello sociale, fisico, emotivo, linguistico e comportamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto cos\u00ec importante, il gioco, da essere riconosciuto dall\u2019Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, nel 1989, come \u201cdiritto\u201d inviolabile e insindacabile di ogni bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>Come giocano i bambini?<\/p>\n\n\n\n<p>Il gioco e le attivit\u00e0 ludiche si modificano e crescono di pari passo con la crescita del bambino e il suo sviluppo intellettivo e psicologico: da quello solitario fino ai due anni, nel quale \u00e8 coinvolto il proprio corpo e quello della madre, un gioco che permette al bambino di imparare a distinguere dove finisce proprio s\u00e9 e dove inizia l\u2019altro; a quello parallelo ed egocentrico dei bambini verso i tre anni, et\u00e0 che per la maggior parte dei bambini coincide con l\u2019inizio della scuola dell\u2019infanzia, nel quale iniziano ad apparire i primi giochi di socializzazione; a questa et\u00e0 che il bambino \u00e8 interessato a giocare con altri, inizia ad imitare il comportamento dei bambini o degli adulti che gli sono accanto, ma senza esser capace di adattarsi alle esigenze dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 \u201csolamente\u201d a partire dai 6 anni che i giochi iniziano a svolgersi in gruppo e ad essere caratterizzati da regole: il bambino impara a stare con i coetanei nel rispetto di queste, ma anche a gestire le frustrazioni che inevitabilmente lo stare con gli altri e nel rispetto di alcune regole comporta, a dover mediare le proprie esigenze con quelle portate dagli altri bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Una tappa fondamentale nella crescita del bambino \u00e8 rappresentata dal gioco simbolico, il \u201cfare finta che\u2026\u201d , nel quale si acquisisce la capacit\u00e0 di rappresentare tramite gesti o oggetti una situazione non attuale: ecco allora che una scatola pu\u00f2 diventare una casa, si pu\u00f2 \u201cfare come se\u201d si stesse guidando un\u2019auto stando semplicemente seduto su una sedia&nbsp; \u201ccome se\u201d si avesse un volante tra le mani, si pu\u00f2 \u201cfare come se\u201d si fosse una maestra, o una parrucchiera, con le bambole e gli orsacchiotti, si pu\u00f2 \u201cfare come se\u201d si stesse bevendo il caff\u00e8 anche se non si ha una vera tazzina in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cfare finta che\u201d permette al bambino di creare un film del quale \u00e8 contemporaneamente sia regista che attore: giocando trasforma la realt\u00e0, la reinventa, a proprio piacere, creando un mondo immaginario che riflette le sue fantasie, le sue emozioni, le sue paure. Un film che si fa sempre pi\u00f9 complesso man mano che vengono coinvolte altre persone e vengono messe in scena nuove situazioni. Il bambino inizia a coinvolgere anche altre persone, in primis i genitori, in questi suoi giochi da lui diretti: \u201cFacciamo che io sono\u2026 e tu sei\u2026?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino, nei termini della finzione, pu\u00f2 diventare tutto ci\u00f2 che vuole, pu\u00f2 fare tutto ci\u00f2 che vuole.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 allora i bambini devono giocare?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il gioco non \u00e8 quindi un semplice passatempo, ma un vero e proprio lavoro per il bambino; per lui, non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 serio e coinvolgente del gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>E gli adulti?<\/p>\n\n\n\n<p>Sono chiamati a favorire l\u2019espressione del gioco fin dalla nascita del bambino, nel rispetto delle specificit\u00e0 di ogni et\u00e0. Diventa allora necessario che anche gli adulti che affiancano il bambino lungo la giornata, a partire dai genitori e gli insegnanti, diventino strumenti e compagni di gioco in questi momenti, adattando le richieste, proponendo materiale, anche il pi\u00f9 diverso, che stimola la fantasia del bambino, gli permettano di creare film ogni giorno nuovi in cui recitare e far recitare ai compagni e agli adulti ruoli sempre diversi, o sostenendo le prime forme di socializzazione con giochi di gruppo governati da regole verso i sei anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Laura Marostica<br>Psicologa Psicoterapeuta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 i bambini devono giocare? Innanzitutto, perch\u00e9 le attivit\u00e0 ludiche rappresentano una tappa fondamentale lungo l\u2019intero arco di vita dell\u2019uomo, tanto nei bambini quanto negli adulti. 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