{"id":1439,"date":"2020-03-17T18:05:45","date_gmt":"2020-03-17T17:05:45","guid":{"rendered":"http:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/?p=1439"},"modified":"2020-03-17T18:05:45","modified_gmt":"2020-03-17T17:05:45","slug":"vizi-o-bisogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2020\/03\/17\/vizi-o-bisogni\/","title":{"rendered":"Vizi o bisogni?"},"content":{"rendered":"<p>Un bambino appena nasce non ha ancora sviluppato un pensiero logico, fino a 4\/5 mesi pertanto non \u00e8 in grado di finalizzare il suo comportamento ad un obiettivo specifico. Il suo unico modo di esprimersi \u00e8 il pianto e lo utilizzer\u00e0 per farsi capire. Il problema \u00e8 che siamo noi, che spesso non siamo in grado di comprenderlo. Quindi etichettarlo come un bambino capriccioso o \u201cse lo tieni in braccio lo vizi\u201d, non \u00e8 pertinente.<\/p>\n<p>\u201cSono scomodo, devo digerire e mi stai tenendo disteso. Alzami!\u201d oppure \u201cguarda che sono sporco devi cambiarmi\u201d , etc. sono tutti esempi di come un bambino potrebbe trovarsi e per farsi capire non ha alcun modo di farlo se non attraverso il pianto.<\/p>\n<p>Tenerlo in braccio i primi mesi NON VIZIA il bambino, ma bens\u00ec lo rassicura, gli fa sentire che la sua mamma \u00e8 l\u00ec, che lo protegge. Dobbiamo pensare che per nove mesi il bambino \u00e8 rimasto dentro la pancia della mamma e bastava una manina o allungare un piedino per sentire il confine e sentirsi avvolto. Quando nasce tutto questo finisce e affinch\u00e9 non sia traumatico, per il bambino ma anche per la sua mamma, \u00e8 fondamentale che avvenga un distacco graduale, in base alle esigenze di entrambi.<\/p>\n<p>L\u2019attivare tutta una serie di azioni esterne affinch\u00e9 faccia una determinata cosa, ad esempio, per farlo dormire, <em>inizio a camminare, credo di dover stare in piedi, devo muovermi in su e in gi\u00f9, dondolarlo, fargli fare il giro in macchina, passeggiare in carrozzina, etc\u2026 (ne ho sentite veramente tantissime) <\/em>crea realmente un vizio, generato per\u00f2 dal genitore non dal bambino. In questo caso, visto che il bambino non \u00e8 uno sciocco ma percepisce benissimo che dopo un\u2019azione seguir\u00e0 un effetto, semplicemente si abituer\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 giusto ribadire per\u00f2 che non \u00e8 il bambino che lo ha richiesto, bens\u00ec il genitore che lo ha strutturato. Ad esempio per i pi\u00f9 grandicelli, abituarli ad addormentarsi con qualcuno affianco, diventa una modalit\u00e0 di comportamento che come genitore ho attivato e della quale, ad un certo punto, non riesco pi\u00f9 a fare a meno. Risultato: genitore sfinito, coppia che dorme su letti diversi, poca gratificazione per il bambino che non diventer\u00e0 autonomo.<\/p>\n<p>Non tutti i giorni sono uguali, pertanto, si pu\u00f2 anche innescare alla fine un atteggiamento di fastidio, a cui si risponde con malavoglia. Il bambino pu\u00f2 diventare pi\u00f9 ansioso o addirittura innescarsi una paura di perdita. Spesso questa modalit\u00e0 di addormentamento dipende dalle paure e dalle ansie del genitore stesso. Riuscire a farcela da soli invece \u00e8 un\u2019importante tappa per qualsiasi bambino, evitiamo di privarlo di essa affinch\u00e9 diventi un adulto autonomo.<\/p>\n<p>Un genitore normalmente attento fornisce al figlio una base sicura da cui egli pu\u00f2 partire per esplorare e a cui pu\u00f2 far ritorno quando \u00e8 turbato o spaventato.<\/p>\n<p>Si \u00e8 osservato che i bambini, a cui i genitori rispondono con sensibilit\u00e0 e un conforto corporeo, sono quelli che rispondono pi\u00f9 prontamente e nel modo pi\u00f9 appropriato alle sofferenze altrui. Aiutare e confortare gli altri quando sono addolorati \u00e8 uno schema di comportamento che si sviluppa intorno ai due anni ma la forma assunta da tale schema viene molto influenzata da come il bambino \u00e8 trattato.<\/p>\n<p>Gradualmente nasce l\u2019esigenza di stabilire regole chiare nella famiglia che si rispecchieranno nella societ\u00e0, dove la costanza sembra essere la cosa pi\u00f9 difficile, in un mondo in cui si preferisce pensare che tutto sia relativo e che nulla sia grave. In fondo non \u00e8 grave non salutare, non \u00e8 grave non lavarsi i denti, non \u00e8 grave non dormire nel proprio letto, non \u00e8 grave non chiedere scusa, etc\u2026 e visto che non \u00e8 grave, non \u00e8 neanche il caso che ci faccia entrare in conflitto con i figli.<\/p>\n<p>Ritenere che il rapporto migliore con i nostri figli, sia quello senza confronto \u00e8 una forma di violenza, perch\u00e9 lascia il bambino da solo ad affrontare le proprie pulsioni.<\/p>\n<p>Nessuna cosa importante pu\u00f2 essere o apparire semplice. Rodari scriveva che dobbiamo insegnare ai bambini a fare le cose difficili e non per essere cattivi ma, al contrario, per infondere speranza e severa fiducia in loro ed in noi, assunzione della responsabilit\u00e0 e fiancheggiarli in un processo di crescita che costruisca la loro identit\u00e0, e verifichi la nostra.<\/p>\n<p>Le famiglie devono recuperare su di s\u00e9 la competenza genitoriale nello sviluppo dei bambini, affinch\u00e9 diventino dei modelli pi\u00f9 che dei critici.<\/p>\n<p><em>Riferimenti bibliografici:<br \/>\n<\/em><em>Bowlby, Una base sicura, Raffaello Cortina Editore, 1988;<br \/>\n<\/em><em>Thompson, Genitori che amano troppo, Mondadori, 2008;<br \/>\n<\/em><em>Gordon, Genitori efficaci, Meridiana Edizione, 1997;<br \/>\n<\/em><em>Crepet, I figli non crescono pi\u00f9, Einaudi, 2005<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Dott.ssa Anita Avoncelli<br \/>\nPedagogista<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"http:\/\/www.educazionefamiliare.it\">www.educazionefamiliare.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bambino appena nasce non ha ancora sviluppato un pensiero logico, fino a 4\/5 mesi pertanto non \u00e8 in grado di finalizzare il suo comportamento ad un obiettivo specifico. 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