Un esame di maturità  che continua a cambiare (e chissà  se in meglio)

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Cambia l’esame di stato (per noi di qualche anno in pià¹, la maturità ), viva l’esame di stato!
Beh, non si puಠcerto dire che il ministro Fioroni sia una persona inattiva: in pochi mesi ha messo mano all’esame di stato già  rinnovato dai suoi due ultimi predecessori (Berlinguer e Moratti) e si è sbizzarrito in una serie di evoluzioni pi๠o meno chiare e produttive.
Aldilà  del giudizio sul merito dei suoi interventi, bisogna chiarire una pecca inequivocabile: non si possono cambiare le regole di un gioco mentre si sta giocando; proprio ciಠche il ministro ha compiuto nello scorso anno scolastico. E’ come se all’intervallo di una partita di calcio, la Federazione comunicasse ad arbitro, assistenti e giocatori che il secondo tempo diventava di 60 minuti.
Nel merito, poi, la riforma ha provocato – e lo dice un addetto ai lavori – una serie di ripercussioni pi๠psicologiche che effettive, se si eccettua ovviamente il ritorno, accettabilissimo, alla commissione “mista” (tre commissari interni alla classe e tre esterni all’istituto pi๠un presidente esterno).
Le statistiche ci dicono che è drasticamente aumentato il numero di bocciati all’esame e quindi verrebbe facilmente da concludere che la riforma “in corsa” ha sortito risultati.
Ma i numeri, le statistiche vanno saputi leggere; e soprattutto bisogna sapere ciಠche sta “dietro” alle comunicazioni ufficiali delle circolari ministeriali…
Punto primo: pi๠bocciati non significa automaticamente maggiore serietà  nella valutazione. Se io do due sberle forti a mio figlio, non vuole dire che lo sto educando meglio. La questione vera – e a mio modesto vedere inaccettabile – è il fatto che si sia presentato l’ultimo esame di stato come se fosse il primo vero degli ultimi anni, provocando negli studenti uno stato di animo non adeguato a sostenere un esame tanto importante. Mi spiego meglio: un alunno deve essere valutato per le sue conoscenze, non per la gestione della paura che riesce a materializzare. Molti risultati negativi e molti punteggi di gran lunga pi๠bassi di quelli degli ultimi anni non sono figli di un “esame finalmente di nuovo serio” (cito il ministro), ma del clima di tensione eccessiva al quale sono stati sottoposti i ragazzi e i professori: i primi come se l’esame fosse il Mortirolo da scalare senza i rapporti agili, i secondi con la preoccupazione di avere tra i colleghi esterni delle ex spie del KGB pronti a chissà  che cosa. Questa non mi pare “rinnovata serietà ”, ma accanimento poco giustificato.
E per non smentirmi, il buon ministro introduce il neonato anno scolastico sbandierando una parola a vessillo: severità ! Come inizio non promette nulla di buono, direi…
Io sono di una generazione nella quale esisteva una banale ma efficace equazione: se sai, vieni promosso e se non sai, vieni bocciato (i pi๠svegli e un po’ furbetti forzavano il tutto e riuscivano a cavarsela anche sapendo pochino, da buoni seguaci del motto boccaccesco dell’arte di sapersela cavare). Io ho seguito di persona molti esami di stato di interni e di privatisti in diverse scuole statali della nostra regione e ho visto una “novità ” inaccettabile: quasi tutti i bocciati sono stati impediti nel raggiungimento del proprio obiettivo dalla paura accumulata nei mesi precedenti nel sentirsi ripetere che l’esame sarebbe stato difficile, serio ed insuperabile. Chiunque studi seriamente non merita di vedere vanificato tutto il proprio lavoro di preparazione per il timore di un mostro cattivo che non c’è nà© ci deve essere.
Promossi o bocciati per merito o demerito, non per le frasi di un ministro che non vive tra i banchi di scuola.